Un progetto, un'esperienza, un rapporto.

I genitori affidano alla scuola quanto hanno di più caro. Lo fanno perché capiscono che i loro figli ne hanno bisogno per crescere, per diventare uomini e donne. I genitori che affidano i propri figli alla nostra scuola cercano di ricevere un aiuto. Gli insegnanti cercano di entrare con delicatezza nell’interiorità dei ragazzi, in punta di piedi e con grande rispetto della loro spiritualità, con grande attenzione alla loro crescita, con un occhio vigile che sa posarsi su ognuno in particolare, cogliendone la diversità.
E’ possibile una scuola che non irrompa violentemente nell’animo di questi giovani, una scuola che giorno dopo giorno, in contatto continuo con la famiglia, li faccia crescere educandoli al bene e alla verità?

Più che un progetto un rapporto
Se i ragazzi ritornano a scuola volentieri ciascun giorno, il motivo è da ascriversi anzitutto ad un rapporto e cioè alla presenza di compagni e insegnanti dentro un lavoro condiviso che volge verso una soddisfazione, una crescita.
L’atto educativo della nostra scuola si realizza nel concreto di un rapporto umano. Per un ragazzo gli educatori incarnano il dato della “tradizione” con la quale egli può affrontare, senza smarrimento, tutta la realtà. Un adulto quindi, genitore o insegnante che sia, è guida indispensabile nella progressiva scoperta della realtà e del suo senso. Perché questo sia possibile è necessario un rapporto di umana stima tra il docente ed il discente, un rapporto cioè tra chi insegna e chi apprende, che tenga conto delle potenzialità, delle capacità e della personalità di ciascun ragazzo.
Un armonico ed equilibrato sviluppo di una personalità può realizzarsi solo grazie ad un coinvolgimento gratuito, discreto ed “amichevole” tra gli adulti ed i ragazzi.

Dalla Bellezza alla conoscenza
Da noi c’è scuola, cioè un luogo culturale ed educativo, perché c’è una domanda da condividere e ci sono delle ipotesi da verificare. Non è un luogo di addestramento, ma di esperienza.
La nostra scuola, innanzitutto, ha il compito di educare i ragazzi alla bellezza della conoscenza. Sottolineiamo il termine bellezza, in quanto la conoscenza, perché non diventi un arido nozionismo, per prima cosa è un desiderio di conoscenza, una passione per tutto ciò che vediamo, apprendiamo, studiamo, una passione per la realtà che ci circonda. Nei ragazzi c’è una capacità di apertura alla realtà, ai fatti e agli avvenimenti di ogni giorno, ma anche alla storia, alla matematica e alle altre scienze; questa capacità di conoscenza è messa in moto dall’incontro con la realtà e quanto più questo è intenso e vero, tanto più tale capacità si struttura e diviene capace di abbracciare il bello, il vero e il buono.
La nostra scuola, quindi, prima di tutto vuole trasmettere un’istruzione ed una passione per le discipline che ciascun docente insegna.
Perché questo sia possibile, è necessaria un’unità tra gli educatori, che coinvolga non solo l’aspetto didattico, ma anche i rapporti personali. I ragazzi in questo modo percepiscono che tra i loro insegnanti, pur nell’originalità di ciascuno, si respira un clima di intesa, collaborazione, amicizia.

Una tradizione culturale
La nostra scuola si radica nella tradizione culturale del cattolicesimo italiano. Essa è dotata di un progetto educativo al quale si riferiscono genitori ed insegnanti, in una libera e consapevole adesione. Ciò non impedisce a chiunque lo desideri realmente, anche non credente, o di diversa fede religiosa, la possibilità di coinvolgersi con l’esperienza in atto, credendo nella sua positività sociale e civile.

Una scuola con le famiglie
L’esperienza educativa della nostra scuola si realizza in stretto rapporto con i genitori, primi protagonisti dell’educazione dei propri figli. La scuola si dovrebbe concepire come una struttura ausiliaria, al servizio della famiglia nello svolgimento del suo compito educativo: la funzione della scuola è quella di educare istruendo. Ma nel contesto di una situazione sociale sottoposta ad un livellamento culturale e all’annullamento del patrimonio di valori tradizionali, la scuola si assume anche un ruolo di sostegno nei confronti del compito educativo dei genitori stessi. E’ così che la nostra scuola diviene occasione per una crescita e un cammino personale non solo per gli alunni, ma anche per gli adulti (genitori e insegnanti) nella misura della loro disponibilità.