La sussidiarietà a servizio della persona

Tutti gli aspetti educativi che abbiamo visto finora possono venire riassunti in un concetto di fondamentale importanza per la nostra scuola, quello di sussidiarietà. Questa parola vuol dire: aiutare a fare da sé. Chi deve fare una cosa deve essere aiutato a farla e senza sostituirsi ad esso. Gli educatori vogliono fare in modo che lo studente cresca e sappia fare da sé, sappia governare se stesso. Non vogliono né devono sostituirsi a lui, ma fornirgli gli strumenti per essere pienamente se stesso. La scuola è a servizio della famiglia, la vuole aiutare ad educare i figli svolgendo quegli interventi che essa non è in grado di fare, ma senza sostituirsi ad essa, bensì valorizzandola e, agendo con essa in sintonia, prolungarne le capacità educative. Gli insegnanti più esperti aiutano quelli più giovani, senza sostituirsi ad essi, ma ponendoli in grado di maturare al meglio una loro capacità educativa. La cooperativa che gestisce le scuole è a loro servizio, le aiuta ad essere se stesse, senza cancellarne le individualità e fornendo loro gli strumenti operativi per svolgere al meglio la loro funzione. Come si vede, chi sta “sopra” è a servizio di chi “sta sotto” e lo vuole mettere in grado di esplicitare al massimo le sue potenzialità, senza appiattimenti e invasioni di campo, perché la titolarità dell’iniziativa è prima di tutto competenza della persona, poi della famiglia, poi della scuola e poi della società civile. E’ sempre la persona il “principio, il soggetto e il fine” della società. Le nostre scuole sono espressione di creatività e partecipazione che nascono dal basso, sono una palestra per tutti di assunzione di responsabilità civica e di amicizia sociale in ordine a degli obiettivi comuni di valorizzazione della persona.
La fonte ultima della sussidiarietà è comunque Dio stesso e il rapporto che Egli ha voluto instaurare con l’uomo. Dio stesso non ha voluto sostituirsi all’uomo, ma ha voluto sollecitare la sua libera responsabilità, lo ha aiutato ad essere se stesso, lo ha educato e gli ha indicato una via, ma non si sostituisce al suo cammino. Ciò che possiamo fare noi, anche lo dobbiamo fare.