La nostra offerta formativa

La coerenza educativa.
Anche la semplice esperienza della vita in qualche modo educa. Cosa differenzia una scuola rispetto alla caoticità o quantomeno alla dispersività della vita? La coerenza educativa, ossia la sequenza programmata degli interventi, il coordinamento tra l’attività degli insegnanti, la comunione degli intenti. Questa è la prima importante offerta della nostra scuola. Qui gli insegnanti non camminano ognuno per proprio conto, condividono tutti i medesimi valori di fondo, gli alunni non saranno frastornati dal sentire mille campane, non ci sono molteplici magisteri paralleli. Il ragazzo si trova di fronte ad un disegno educativo coerente. Questo non significa che siano mortificate la libertà e l’originalità dei docenti e la varietà degli interventi. Tutto questo c’è, ma si colloca in una cornice coerente ed univoca. La molteplicità non è dispersione e diventa veramente una ricchezza quando non è centrifuga e incoerente. La nostra scuola non è Babele.

La scuola del "buon senso".
La scuola italiana ha subito grandi cambiamenti in questi decenni. Sono stati condotti dei sani aggiornamenti, ma talvolta ci si è anche sbarazzati troppo frettolosamente di modalità educative valide. Talvolta si è rincorso la novità per la novità e molte pratiche didattiche ed educative che si fondavano sul “buon senso” sono state abbandonate, alla ricerca di interventi talvolta eccentrici. Molte “buone cose di una volta” mantengono ancora il loro valore: è ancora importante far studiare approfonditamente ai ragazzi la grammatica italiana e l’analisi logica, è ancora importante abituarli a calcolare senza calcolatrice, è ancora importante educarli all’ordine, ad un comportamento corretto e rispettoso di persone e cose. Apprezziamo le nuove metodologie e i nostri insegnanti si aggiornano continuamente, ma, senza essere passatisti o conservatori, vogliamo anche continuare nelle pratiche dettate dal “buon senso”. Vogliamo costruire una solida preparazione, siamo poco inclini al fumo negli occhi, alle sperimentazioni avventate fatte sulla pelle dei ragazzi. Anche se quello della scuola media è in sé un ciclo concluso, vogliamo preparare i nostri alunni alla scuola superiore, dato che la totalità vi si iscrive.

Le abilità e i contenuti.
Non condividiamo la contrapposizione che solitamente si fa tra “abilità” e “contenuti”. Le due dimensioni sono inseparabilmente correlate e vanno costruite insieme. Occorre abilitare i ragazzi a saper gestire delle abilità da trasferire poi sui più diversi contenuti, ma questo non si può fare se non agendo sistematicamente sui contenuti stessi. Le abilità senza i contenuti sono vuote, i contenuti senza le abilità sono ciechi. C’è un bagaglio di informazioni e di nozioni che gli alunni devono apprendere perché possano elaborarle e gestirle criticamente. Non si può insistere solo sui metodi ed avere ragazzi ignoranti, come non si può avere ragazzi che conoscono i contenuti alla perfezione, ma in modo rigido e mnemonico.

Il collegamento con il territorio.
La nostra scuola è una scuola del territorio. Uno dei motivi per cui è nata è proprio di offrire un servizio alle famiglie sul territorio, in modo che i ragazzi non dovessero trasferirsi altrove. I rapporti con le famiglie che gravitano tutte pressappoco nello stesso bacino, i rapporti con le parrocchie per le attività formative o ricreative, i rapporti con le aziende per le attività di orientamento, quelli con le associazioni per le attività culturali e ludiche garantiscono una “continuità” tra la vita della scuola e le altre dimensioni della vita del territorio in cui essa opera. Ne risulta una scuola “incarnata”, che non evade dai molteplici legami esistenziali che legano la famiglia e l’alunno ad un determinato contesto, una scuola di una comunità territoriale.

La formazione morale e religiosa.
E’ questo uno degli ambiti più delicati della formazione dei preadolescenti, ed è quindi un campo in cui la nostra scuola è fortemente impegnata. Rifacendoci al vangelo e all’insegnamento della Chiesa, ma anche alle esigenze psicologiche ed esistenziali degli alunni, cerchiamo di comunicare loro le linee comportamentali di un’etica della libertà e della verità, o meglio un’etica della libertà nella verità. La sfida è indurre i giovani a comprendere come l’etica cristiana non contraddica l’etica umana ma la realizzi pienamente e come in Cristo sia veramente svelato l’uomo a se stesso. Si tratta di indicare come le esigenze dell’etica religiosa non contraddicano, ma assumano e potenzino, le conclusioni etiche cui arriva la ragione umana: i diritti dell’uomo e dei popoli, la giustizia e la solidarietà, la famiglia unita fondata sul matrimonio, la responsabilità e l’onestà, il corretto uso dei beni, il diritto alla vita dalla nascita alla morte naturale.
Crediamo che la coscienza non sia la fonte ultima della moralità e che debba essere formata. Crediamo che il ragazzo cresca come uomo e maturi man mano che esce dal suo soggettivismo e si rapporta consapevolmente ad una scala oggettiva di valori che lo interpellano in virtù della loro intrinseca validità. Cerchiamo di formare negli alunni l’attitudine a distinguere l’ambito delle questioni etiche opinabili da quello dei principi etici assoluti.
La formazione morale e religiosa ha sì degli spazi autonomi e particolari, come le lezioni di religione, i ritiri spirituali due volte all’anno, gli incontri formativi con esperti, ma è presente come un elemento di primaria importanza continuamente: in classe e in cortile.